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Tuscolo
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top
mwggTuscolo (in mwgwlingua latina mwhaTusculum) è stata una mwhqcittà antica del mwhgLazio antico, sita sui mwhwColli Albani, nell'area attualmente nota come mwiaCastelli Romani, ubicata sull'mwiqomonimo monte (670 metri s.l.m.).
Le origini della città risalgono al X-VIII secolo a.C.cite-ref-nota1-2-1[2] La tradizione antica associava la fondazione della città a mwjwTelegono, figlio di mwkaUlisse e mwkqCirce. mwkgTusculum fu un importante centro politico della mwkwLega Latina, e divenne in seguito mwlamunicipium romano. In epoca repubblicana ed imperiale lmwlg'mwlwager Tusculanus, il territorio della città, ospitò numerose ville suburbane: la più conosciuta di esse fu dove mwmaMarco Tullio Cicerone scrisse le mwmqmwmgTusculanae disputationes.
Dopo cinque secoli di abbandono della città antica, nel X secolo essa tornò a fiorire grazie all'incastellamento da parte della famiglia mwnade Tusculana o mwnqConti di Tuscolo,cite-ref-nota2-3-1[3] mwogfamiglia baronale romana che esercitò la propria influenza su Roma ed il Lazio nei secoli X-XII, insediando probabilmente proprio a Tuscolo la loro roccaforte. Con il declino della potenza dei suoi Conti, la città divenne possedimento pontificio e fu al centro di vicende militari che ne determinarono la distruzione violenta da parte del mwowComune di Roma, nel 1191, cui seguì l'abbandono definitivo del luogo.
Il sito archeologico della città antica e medioevale è compreso nei territori comunali di mwpqMonte Porzio Catone, mwpgMonte Compatri, mwpwFrascati e mwqaGrottaferrata, ed è tutelato dal mwqqParco archeologico culturale di Tuscolo, di proprietà della mwqgComunità montana Castelli Romani e Prenestini, che si estende su un'area di circa 50 mwqwettari. L'intera area ricade inoltro nel perimetro del mwraParco regionale dei Castelli Romani.
Contents
• Storia
• Il foro
• Note
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Storia
La città antica
Epoca pre-romana
La frequentazione del sito
Il nome Tusculum allude palesemente agli Etruschi e questo suo collegamento è stato per lungo tempo dibattuto dagli studiosi con argomentazioni assai disparate e nell'insieme poco convincenti. L'ipotesi che il nome derivi semplicemente dal suo corso d'acqua, il Tuscus amnis, proposta di recente, sembra al momento la più plausibile.
L'origine leggendaria di mwuwTusculum è fatta risalire secondo la tradizione a mwvaTelegono, figlio di mwvqUlisse,cite-ref-nota23-4-0[4]cite-ref-nota22-5-0[5] o al mwxgre latino Latino Silvio, nipote del Silvio figlio di mwxwEnea e fondatore, secondo mwyaTito Livio, anche della maggior parte delle località antiche del mwyqmwygLatium.cite-ref-6[6] Il geografo tedesco naturalizzato italiano mwzwFilippo Cluverio rifiuta queste suggestive leggende ed afferma che la città venne fondata dai mwaaLatini circa trecento anni prima della mwaqguerra di Troia.cite-ref-nota23-4-1[4]
Studi recenti hanno forse definitivamente chiarito che molte leggende legate ai mwbwColli Albani ispirate alla nascita di Roma - a partire dai racconti sulla mitica mwcaAlba Longa fino a quelli sulla dinastia dei Silvii e della celebre storia dei gemelli fondatori mwcgRomolo e Remo - nascono nel mondo romano e si sovrappongono a preesistenti miti albani. Infatti, storie precedenti a quelle della celebre vulgata dei gemelli fondatori, interamente permeate di cultura etrusca, come quella del crudele re albano Tarchezio tramandata da mwdaPlutarco (che adombra forse la figura di un mwdqTarquinio) e dei gemelli (che nel racconto non hanno nome) nati nel focolare della sua reggia e da lui fatti gettare nel fiume, evidentemente albano, non possono che essere ricondotte a Tuscolo e al suo corso d'acqua, il più lungo e importante del mwdgLatium vetus per regime d'acque, le cui sorgenti si annidano presso l'mwdwacropoli della città.
Quest'ultimo, probabilmente denominato mweqAlbula (nasce da Alba, cioè dai mwegMonti Albani) già nella precedente età del bronzo, ricevette successivamente dai mwewLatini (VI sec. a.C.) l'appellativo di Tuscus amnis "fiume etrusco"cite-ref-7[7]cite-ref-8[8] poiché lambiva, prima di gettarsi nell'Aniene e con esso nel Tevere, i territori di centri importanti quali mwhgGabii e mwhwCollatia caduti sotto il dominio dei mwiaTarquini, questi ultimi legati anche a Tuscolo attraverso l'alleanza matrimoniale tra mwiqOttavio Mamilio e la figlia del re mwigTarquinio il Superbo. Quindi, collatini, gabini e gli stessi tuscolani - i cui territori adiacenti erano delimitati dal medesimo confine stabilito dal corso del mwiwTuscus amnis - erano per questo denominati mwjatusculamnes (tuscolani) lasciando intendere che anche la città Tuscolo avrebbe ricevuto dal suo fiume il curioso nome che sicuramente allude ai mwjqTusci (etruschi). Il riferimento al Tevere, avvenuto in epoca imperiale, inteso poeticamente come mwjgTuscus amnis o mwjwTuscus alveus da mwkaOrazio e mwkqTyrrhenus Thybris da mwkgVirgilio, non ha nulla a che vedere con le menzionate vicende arcaiche, poiché si riferisce unicamente alle origini etrusche del nome mwkwTybris.
Nel territorio tuscolano sono stati rinvenuti reperti piuttosto antichi, che portano la datazione dei primi insediamenti umani all'mwlqetà del rame.cite-ref-nota25-9-0[9] L'abitato vero e proprio, situato sulla sommità della dorsale vulcanica del mwmgTuscolo, sorse attorno all'mwmwetà del ferro.cite-ref-nota25-9-1[9]
Età repubblicana
Quando nel mwqw509 a.C. a mwraRoma venne rovesciato mwrqTarquinio il Superbo e venne proclamata la mwrgRepubblica romana, l'ultimo mwrwre di Roma chiese aiuto militare al genero mwsaOttavio Mamilio, tuscolano la cui famiglia, la mwsqgens Mamilia, vantava una discendenza diretta da Telegono.cite-ref-nota23-4-2[4]cite-ref-nota22-5-1[5] Ottavio Mamilio armò un esercito della mwuwLega Latina e mosse incontro ai mwvaRomani affrontandoli nella mwvqbattaglia del Lago Regillo (il cui sito è collocabile tra le attuali mwvgFrascati e mwvwColonna) nel mwwa499 o nel mwwq496 a.C.cite-ref-nota23-4-3[4]cite-ref-nota22-5-2[5] La leggenda vuole che i mwygDioscuri scesero in aiuto ai Romani,cite-ref-nota23-4-4[4] ma quel che è certo è che i Latini furono sconfitti pur essendo in superiorità numerica ed Ottavio Mamilio ucciso.cite-ref-nota23-4-5[4] Allora i due popoli siglarono un accordo di parità assoluta, il mw0wfoedus Cassianum, databile al mw1a496 o al mw1q493 a.C.cite-ref-nota23-4-6[4]cite-ref-nota22-5-3[5]
Tusculum fu alleata di mw3wAricia, quando nel mw4a506 a.C. gli Aricini dovettero difendersi dall'attacco loro portato dagli mw4qEtruschi, alla fine sconfitti nella mw4gbattaglia di Aricia.cite-ref-dionigi-10-0[10]
Nel mw6a460 a.C. i sabini comandati da mw6qAppio Erdonio occuparono il Campidoglio. Soltanto Tuscolo, tra le città latine accorse con le sue truppe, comandate dal dittatore Lucio Mamilio, in aiuto dei Romani ed insieme alle forze del console Publio Valerio Volusi Publicola figlio di mw6wPublio Valerio Publicola, liberarono Roma. Roma fu riconoscente ai tuscolani per l'aiuto ricevuto e conferì a Lucio Mamilio la cittadinanza romana anche perché, come scrisse mw7aTito Livio, solo da essi ricevette aiuto mw7q"... solum auxilium Tusculanis venit". Da quell'anno la città divenne una fedele alleata di Roma che aiutò in molte occasioni contro i suoi nemici.
Nel mw7w459 a.C. gli mw8aEqui attaccarono Tuscolo e ne conquistarono la rocca. La riconoscenza dei romani per il determinante aiuto dato dai Tuscolani nella appena conclusa guerra servile fece muovere Roma in aiuto della città attaccata. La rocca fu riconquistata dalle truppe romane guidate da mw8qQuinto Fabio Vibulano.cite-ref-11[11]cite-ref-12[12]
Nel mw-w381 a.C. i Romani inviano mw-aMarco Furio Camillo contro i tuscolani, colpevoli di tramare contro Roma assieme ai mw-qVolsci: mw-gTusculum si arrende senza opporre resistenza ed ottiene la mw-wcittadinanza romana e la qualifica di mwaqamwaqemunicipium.cite-ref-nota25-9-2[9]cite-ref-nota24-13-0[13]cite-ref-nota26-14-0[14]
Durante la mwaq8seconda guerra punica, nel mwara211 a.C. mwareAnnibale giunge "mwariad portas" e transita per la Valle Latina, senza attaccare mwarmTusculumcite-ref-nota26-14-1[14] ed accampandosi verosimilmente nell'attuale località dei mwargCampi d'Annibale presso mwarkRocca di Papa.
La mwarsguerra civile romana tra Mario e Silla vide mwarwTusculum schierata dalla parte dei mwar0populares guidati da mwar4Gaio Mario il Giovane e mwar8Gneo Papirio Carbone contro gli mwasamwaseoptimates di mwasiLucio Cornelio Silla: dopo la mwasmbattaglia di Porta Collina (mwasq82 a.C.) e la vittoria di Silla, mwasuTusculum subì le conseguenze della sconfitta:cite-ref-nota27-15-0[15] il suo territorio fino a mwasomwassBovillae venne mwaswcenturiato ed assegnato ai veterani sillani, insediati verosimilmente nel mwas0municipium fortificato di mwas4mwas8Castrimoenium (l'attuale mwataMarino).cite-ref-16[16]
Priva ormai di ogni rilevanza politica o militare, tanto che mwatyCicerone la descrive come semplice mwatcmunicipio,cite-ref-17[17] mwatwTusculum divenne sede del soggiorno estivo del patriziato romano grazie alle sue caratteristiche orografiche, all'amenità dei luoghi ed alla salubrità del clima. Sorsero a cavallo tra l'età repubblicana e quella imperiale quei famosi "mwat0Tusculani recessus" di cui parla il poeta mwat4Marco Valerio Marziale, che resero l'"mwat8ager Tusculanus" l'area più fittamente occupata da ville patrizie assieme al litorale partenopeo:cite-ref-nota30-18-0[18] si trattava di mwauqville suburbane spesso grandiose e magnificenti che portavano il nome dei facoltosi patrizi che le fecero edificare. Tra gli altri personaggi che possedettero una villa nel territorio tuscolano in età repubblicana vanno segnalati mwauuMarco Tullio Cicerone (che qui scrisse tra l'altro le mwauymwaucTusculanae disputationes), mwaugGaio Asinio Pollione, mwaukLucio Licinio Lucullo, mwauoAulo Gabinio, mwausGaio Lutazio Catulo, mwauwMarco Porcio Catone Uticense, Lucio Cornelio Silla.cite-ref-nota27-15-1[15]
Età imperiale
La tradizione cristiana vuole che a portare il mwavsCristianesimo nei mwavwColli Albani siano stati mwav0Pietro e mwav4Paolo:cite-ref-19[19]cite-ref-20[20] certo è che la diffusione della "buona novella" fu particolarmente rapida nel territorio tuscolano, non solo tra i ceti inferiori ma anche nel patriziato.cite-ref-nota30-18-1[18]
Nell'area tuscolana possedevano una villa (verosimilmente si trattava della stessa già appartenuta a Lucullo sui cui ruderi oggi sorge il centro di mwawwFrascati) mwaw0Tito Flavio Clemente, console nel 95, e sua moglie mwaw4Flavia Domitilla, nipote dell'imperatore mwaw8Domiziano: Clemente fu messo a morte da Domiziano, mentre Domitilla fu esiliata, sotto una non meglio specificata accusa di ateismo, che le fonti cristiane, a partire dal IX secolo, attribuiscono a una presunta conversione dei due al Cristianesimo,cite-ref-nota30-18-2[18] ma che è rigettata dagli studiosi contemporanei.cite-ref-21[21]
Rimangono alcune testimonianze paleocristiane nel territorio tuscolano come le mwaxkcatacombe Ad Decimum al X miglio della mwaxsvia Latina, che contengono oltre 800 sepolture databili fino al mwaxwV secolo, alcuni affreschi ed un mwax0arcosolio del mwax4III o del mwax8IV secolo,cite-ref-22[22] e un altro sepolcreto cristiano individuato presso il XII miglio della via Latina, anch'esso nell'attuale territorio di mwayqGrottaferrata in località Bivio.cite-ref-nota32-23-0[23]
Pare che nel mwayo269 esistesse un "mwayspraesul Tusculanorum",cite-ref-24[24] ma la notizia non è considerata attendibile da molti studiosi che invece datano il primo vescovo della diocesi tuscolana, oggi rinominata come mwazadiocesi suburbicaria di Frascati, solo al mwaze313.cite-ref-nota31-25-0[25] La sede vescovile tuttavia all'epoca era "mwazyad Quintanas", ovvero sulla mwazcvia Labicana presso l'attuale mwazgColonna:cite-ref-nota31-25-1[25] mwaz0Tusculum infatti era già in avanzato stato di decadenza, pur conservando il prestigio del proprio nome. In seguito è plausibile che la sede vescovile si spostò ancora verso mwaz4Subaugusta, e nell'area tuscolana rimase un "mwaz8corepiscopato" o "vescovado di campagna".cite-ref-26[26]
Attorno al mwaau370 Giovanni di Cappadocia, un allievo di mwaayBasilio Magno, fondò un mwaacmonastero basiliano al XV miglio della via Latina, presso l'antica mwaagmansio di mwaakRoboraria e l'attuale località di mwaaoMolara:cite-ref-nota32-23-1[23] la presenza di religiosi orientali nel mwaa8Lazio e nel mwabaMezzogiorno d'Italia era all'epoca molto forte, basti pensare che nell'mwabeXI secolo si calcolavano circa 540 monasteri basiliani nelle sole regioni peninsulari meridionali più il mwabiLazio meridionale e la mwabmSicilia.cite-ref-nota33-27-0[27]
La città medioevale
La rinascita della città
Con la mwacacaduta dell'Impero romano anche Tusculum perse parte della propria prosperità e iniziò lentamente a decadere, pur rimanendo sempre una temibile fortezza. Pare inoltre che l'mwaceevangelizzazione della città fosse iniziata dagli Apostoli mwaciSan Pietro e mwacmSan Paolo nel loro periodo di permanenza a mwacqRoma, attorno al mwacu64 d.C. Sull'mwacyAcropoli dell'antica città si insediò, a partire dal mwaccX secolo, la famiglia dei mwacgconti di Tuscolo, che signoreggiò per almeno un secolo su questa parte del mwackLazio, dall'alto della rocca tuscolana. Nel mwaco1004 mwacsSan Nilo da Rossano arrivò a Tusculum, installandosi nel romitorio di Sant'Agnese sulle pendici del colle, e venendo accolto con tutti gli onori da Gregorio I dei mwac0conti di Tuscolo che gli cedette il terreno su cui oggi sorge l'mwac4Abbazia di San Nilo a mwac8Grottaferrata.
La distruzione e l'abbandono
Nel mwadi1167 si affrontarono sotto Tusculum, in località mwadmPrata Porci, le milizie tedesche dell'imperatore mwadqFederico Barbarossa e le truppe civiche romane, che furono sbaragliate nella mwadubattaglia di Prata Porci. I tedeschi furono ospitati dai tuscolani, e questo attirò sulla cittadina le ire dei romani che nel mwady1191 la presero d'assalto radendola al suolo. Il mwadc"tenimentum tusculanum", cioè il territorio della distrutta Tusculum, venne donato al papa che procedette a distribuirlo fra varie chiese e conventi di Roma e dintorni. Oggi nell'area del vecchio mwadgtenimentum sorgono mwadkMonte Compatri, mwadoFrascati, mwadsGrottaferrata, mwadwMonte Porzio Catone.
L'area archeologica
Il ritrovamento della città antica
Una prima campagna di scavi archeologici nel sito della città antica venne condotta tra il 1804 ed il 1817, e finanziata dal proprietario di una parte dei terreni del Tuscolo, mwaeyLuciano Bonaparte, fratello minore di mwaecNapoleone, che risiedeva in quel periodo nella mwaegVilla Rufinella a Frascati.
Nel 1817 Luciano Bonaparte lasciò Frascati, e nel 1820 vendette la villa con la tenuta a mwaeoMaria Anna di Savoia. Alla sua morte, nel 1824, la villa fu trasmessa al mwaesre di Sardegna mwaewCarlo Felice di Savoia ed a sua moglie mwae0Maria Cristina di Borbone-Due Sicilie, la quale promosse le campagne di scavo dirette da mwae4Luigi Biondi nel 1825-1831 e 1838-1839, che portarono allo scoprimento del teatro,cite-ref-28[28] e del 1839-1841, dirette da mwafmLuigi Canina.
Una parte dei reperti ritrovati durante questi scavi furono spediti al mwafucastello ducale di Agliè, in mwafyPiemonte, dove sono tuttora custoditi nella "Sala Tuscolana".
Gli scavi novecenteschi e la Scuola spagnola
L'interesse a riprendere gli scavi archeologici nel sito di mwaf4Tusculum nacque proprio a partire dai reperti tuscolani conservati nel castello piemontese di Agliè, di cui mwaf8Maurizio Borda pubblicò il catalogo nel 1943.cite-ref-29[29] Fu proprio Borda a dirigere nuovi scavi archeologici nel periodo 1952-1956.
Dal 1994, dopo l'acquisto dell'area da parte della mwagwComunità montana Castelli Romani e Prenestini, sono ripartite le indagini scientifiche a mwag0Tusculum, in collaborazione con la Soprintendenza archeologica del Lazio e ad opera dell'mwag4Escuela Española de Historia y Arqueología en Roma, sotto la guida fino al 2003 dall'archeologo mwag8Xavier Dupré Raventós. La sua guida autorevole e la volontà politica della Comunità montana, inizialmente sotto la presidenza di Giuseppe De Righi, hanno segnato un cambiamento epocale rispetto agli scavi del passato, avviando per la prima volta su Tuscolo un tipo di intervento puramente scientifico.
L'arrivo della Scuola spagnola a Tuscolo è frutto di circostanze particolari: il programma di ricerche avrebbe dovuto riguardare l'mwahearco di Giano nel mwahiForo Boario a Roma, ma il progetto non poté avere luogo a causa dell'mwahmattentato mafioso alla chiesa di San Giorgio in Velabro del 28 luglio 1993. Così la Soprintendenza, diretta allora da Anna Maria Reggiani, indirizzò l'attenzione dell'ente spagnolo verso il sito di mwahqTusculum.cite-ref-30[30]
Grazie alla lavoro della Scuola spagnola è stata notevolmente ampliata l'area in cui le strutture archeologiche sono visibili, e questo ha consentito la realizzazione di un percorso di visita nel 2010.
Nel 2008-2009 vengono eseguiti i primi scavi nell'area dell'acropoli; nel 2015 viene localizzato un nuovo edificio monumentale nel pianoro dell'abitato, identificato come un complesso termale di epoca adrianea successivamente riadattato a chiesa.
Durante la campagna di scavo del 2023, all'interno degli ambienti delle terme adrianee, è stata portata alla luce la statua, mutila, di una mwahwMenade officiante,cite-ref-31[31] databile al I secolo a.C., restaurata ed esposta presso il mwaieMuseo Tuscolano di Frascati.cite-ref-32[32]
Nel 2024 la Scuola spagnola ha celebrato i trenta anni del "Proyecto Tusculum", che viene portato avanti integrando l'attività di scavo archeologico tradizionale con nuovi metodi di ricerca non invasivi: mwaicprospezioni geosifiche con mwaiggeoradar, acquisizione di dati mwaikLidar in alta definizione mediante mwaiodroni, mwaistelerilevamento con mwaiwdati SAR (interferometria radar) grazie al satellite spagnolo PAZ. La Scuola collabora con centri di ricerca internazionali come il mwai0Centro europeo per l'osservazione della Terra.cite-ref-33[33]
Il Parco archeologico culturale
Nel 2003 è stato recuperato al suo utilizzo il Teatro Romano di Tuscolo (I secolo a.C.) posto all'interno del Foro, dove ogni estate la Comunità Montana Castelli Romani e Prenestini ospita spettacoli di grande pregio artistico e culturale. Testimonial d'eccezione della nuova stagione teatrale di Tuscolo è il grande attore mwajkGiorgio Albertazzi, che ne ha curato l'inaugurazione con una performance tratta dalle Memorie di Adriano, e che ogni estate torna da grande protagonista a Tuscolo. Nell'agosto 2009 ha vestito i panni dell'Edipo a Colono di Sofocle, in un indimenticabile allestimento dell'Istituto Nazionale del Dramma Antico, grazie al quale anche nel 2010 arriveranno a Tuscolo le produzioni del prestigiosissimo Teatro Greco di Siracusa, come unica tappa per tutta l'Italia centrale.
Gli interventi che la Comunità Montana Castelli sta portando avanti nell'area di Tuscolo sul piano archeologico e strutturale, puntano a fare del sito un Parco archeologico-culturale di mwajsTusculum, per la costituzione del quale già esiste già un protocollo di intesa con i Comuni di Grottaferrata, Frascati, Monte Porzio Catone e Monte Compatri, all'interno dei cui confini ricade l'area.
In tutti questi anni fino ad oggi, tra gli scavi e la gestione del sito archeologico di Tuscolo, è stato prezioso il contributo del Gruppo Archeologico Latino Latium Vetus.
L'acropoli
L'acropoli antica
Sull'acropoli non resta praticamente nulla di antico,cite-ref-nota6-35-0[35] tranne alcune iscrizioni risalenti al mwalmI secolo a.C. rinvenute nel mwalq1901 che fanno riferimento a due templicite-ref-nota20-36-0[36] dedicati rispettivamente ai mwalkDioscuri e ad mwaloIside.cite-ref-nota6-35-1[35] Sono abbondanti in compenso i resti di età medioevale, che testimoniano come la zona fosse all'epoca intensamente abitata.cite-ref-nota7-37-0[37] Già in età antica le falde dell'acropoli furono utilizzate come cave di mwammtufo e di mwamqselce, creando fra l'altro anche una voragine nel terreno.cite-ref-nota7-37-1[37]
L'intero perimetro dell'acropoli era cinto di mura, in larga parte sopravvissute per un'altezza massima di 1,5 o 2 metri:cite-ref-nota41-38-0[38] si tratta di murature in mwam4opera quadrata tufacea, in mwam8opera poligonale di selce o a doppia cortina in scaglioni di tufo e selce.cite-ref-nota41-38-1[38]cite-ref-nota42-39-0[39] Si aprivano nella cerchia dell'acropoli quattro porte, una per lato nel perimetro vagamente ellittico delle mura: la più importante, quella rivolta a nord-est verso l'abitato sottostante, era difesa da un imponente bastione in opera quadrata di tufo rafforzato in età medioevale, legato ad un lungo tratto rettilineo di mura che per oltre 30 metri correvano verso ovest.cite-ref-nota42-39-1[39]
L'acropoli medioevale
All'interno dell'acropoli si trovano un gran numero di edifici ed abitazioni medioevali: sono delineate ancora le strade e le piazze per vasti quartieri medioevali,cite-ref-40[40] e si è riuscito a capire che l'asse viario più importante correva in direzione est-ovest parallelamente alle mura. Lungo quest'asse si trovano alcuni nobili edifici di età medioevale: di uno resta un tronco di facciata per l'altezza di 2 metri,cite-ref-nota42-39-2[39] per l'altro data la vastità di alcuni ambienti e la preesistenza su strutture romane si è pensato al palazzo dei mwaooconti di Tuscolo.cite-ref-nota43-41-0[41] La parte superiore dell'acropoli, quella oggi occupata dalla Croce del Tuscolo, era fortificata anch'essa e non è improbabile che proprio presso questo sito sorgesse almeno uno dei due templi antichi che dovevano esistere sull'acropoli tuscolana.cite-ref-nota43-41-1[41]
Il foro
Il mwap0foro, situato a mwap4629 m s.l.m.,cite-ref-nota40-34-1[34] costituiva la parte più monumentale della città antica,cite-ref-nota6-35-2[35]cite-ref-nota5-42-0[42] ed è stato oggetto di ripetuti scavi, gli ultimi dei quali terminati nel mwaqs2001 ad opera dellmwaqw'mwaq0Escuela Española de Historia y Arqueologìa en Roma.cite-ref-nota48-43-0[43] Le sue misure sono 55 metri di lunghezza per 36 di larghezza,cite-ref-nota50-44-0[44] dimensioni non eccessive per un foro se rapportate alle stesse strutture di altre città italiche o della stessa mwaryRoma.cite-ref-nota48-43-1[43]
In età arcaica il foro nacque verosimilmente come piazza di mercato posta all'incrocio tra importanti arterie al limite dell'abitato:cite-ref-nota48-43-2[43] qualcosa di simile forse al mwasaForo Boario di mwaseRoma.cite-ref-nota48-43-3[43] Al periodo arcaico (tra mwasyVI e mwascV secolo a.C.) risale la cosiddetta "cisterna arcaica", in realtà più probabilmente una fontana monumentalecite-ref-nota48-43-4[43] larga 2,2 metri per 2,9 e alta 3,8 metri e costruita in opera quadrata di tufo con mwaswvolta ad ogiva.cite-ref-nota50-44-1[44] A valle di questa fontana si trovava, visibile fino agli mwateanni cinquanta del mwatiNovecento, la "fontana degli mwatmedili", posta al miglio XV della strada di raccordo con la mwatqvia Labicanacite-ref-nota50-44-2[44] (si noti che il miliare, descritto nell'Ottocento da mwatkLuigi Canina, oggi è sparito).cite-ref-nota50-44-3[44]
Tornando al foro, in età medio-repubblicana esso subì un'importante trasformazione in senso monumentale: gli scavi dellmwat8'mwauaEscuela Española hanno riportato alla luce nel mwaue1998 sul lato settentrionale del foro un imponente muro di contenimento in calcestruzzo di selcecite-ref-nota50-44-4[44] risalente al mwauyIII secolo a.C. parallelo alla summenzionata strada di raccordo con la Labicana lungo circa 35 metri, spesso 2,5 metri e alto 9 metri:cite-ref-nota48-43-5[43] dalla parte opposta i limiti del foro erano rappresentati da un edificio di circa 20 metri per 10 di ampiezza, che presenta sulla facciata probabili segni di colonnato, databile anch'esso al III secolo a.C.cite-ref-nota48-43-6[43] Il quadro dell'aspetto della piazza alla fine dell'età repubblicana è completato da un edificio vasto 10 per 7 metri in opera quadrata di tufo databile al mwau8V o al mwavaIV secolo a.C. già noto come mwaveCuria del senato tuscolano:cite-ref-nota50-44-5[44] l'importanza di esso è stata confermata dagli scavi del mwavy2000-mwavc2001, che evidenziano la qualità delle murature in rapporto all'importanza dell'edificio.cite-ref-nota48-43-7[43]
Nel mwav0I secolo la piazza del foro era occupata da alcuni mwav4sacella dedicati a diverse divinità, tra cui è noto da un'epigrafe del mwav8II secolo a.C. mwawaErcole.cite-ref-nota48-43-8[43] In età tardo-repubblicana si era assistito ad una nuova monumentalizzazione dello spazio, tramite realizzazione di canali e marciapiedi in mwawupeperino,cite-ref-nota48-43-9[43] di un edificio non meglio identificato con pavimentazione a mwawomosaico sul lato nord del forocite-ref-nota48-43-10[43] e con la costruzione a sud di un edificio con colonnato ad angolo identificabile con una basilica di lunghezza non inferiore a 30 metri e larghezza non superiore a 20.cite-ref-nota48-43-11[43]
Il teatro
In questo stesso periodo, sfruttando il pendio dell'acropoli,cite-ref-nota6-35-3[35]cite-ref-nota5-42-1[42] sul lato sud-ovest del foro sorse l'edificio più imponente dell'intero complesso ed il meglio conservato dell'intera città: il mwayeteatro. Esso rappresentava una quinta scenica di forte impatto per chi arrivava in città da nord-ovest, dato che i teatri nel mondo latino divennero stabili solo a partire dal I secolo: l'importanza di questo edificio è rappresentata dal fatto che la strada d'accesso all'acropoli venne fatta passare sotto la mwayicavea del teatro stesso,cite-ref-nota50-44-6[44] creando una mwaycvia tecta ovvero coperta.cite-ref-nota48-43-12[43] Il diametro originario dell'edificio era di 45 metri,cite-ref-nota48-43-13[43] e la capacità poteva raggiungere i mwaza1 500 spettatori.cite-ref-nota50-44-7[44] La scena, ingrandita all'inizio dell'età imperiale fino a raggiungere i 12 metri per 35,cite-ref-nota48-43-14[43] era abbellita dalle statue di mwazkOreste, mwazoPilade, mwazsTelemaco, mwazwTelegono e di uno dei padri della cosiddetta "mwaz0Commedia nuova", mwaz4Difilo.cite-ref-nota50-44-8[44]
Proprio all'inizio dell'età imperiale il foro di mwa0qTusculum toccò il suo periodo di massimo splendore: venne realizzata la pavimentazione in mwa0upietra sperone del Tuscolo e le strade vicine furono mwa0ybasolate, i canali sotterrati, venne monumentalizzato anche l'accesso dal mwa0cdecumano massimo,cite-ref-nota48-43-15[43] e in generale l'attività edilizia di restauro continuò fino all'età della mwa0wdinastia flavia.cite-ref-nota48-43-16[43] A partire dal mwa1eIII secolo l'area fu abbandonata, ed in epoca medioevale divenne sede di civili abitazioni e cimiteri: gli scavi ottocenteschi hanno spogliato il foro tuscolano di ogni arredo di pregio.cite-ref-nota48-43-17[43]
Il quartiere medioevale e la possibile chiesa di Sant'Agata
Su una balza a mezzacosta della collina si trovano abbondanti resti di un quartiere medioevale,cite-ref-nota7-37-2[37] nel quale è stato recentemente scoperta anche una chiesa cristiana.
L'area della casa di Caio Prastina Pacato
La cerchia muraria
La cerchia muraria antica era in opera quadrata di tufo, rafforzata in epoca medioevale con riprese in pietrame o materiale antico di spogliocite-ref-nota7-37-3[37] e calcestruzzo. Si conservano anche due case torri.
La rete stradale
La città era raggiungibile attraverso cinque diverticoli che iniziavano alle mwa3imiglia X, XII e XV della mwa3mvia Latina e VII ed XI della mwa3qvia Labicana.cite-ref-nota20-36-1[36] Non risulta che l'attuale strada carrozabile per mwa3kFrascati, costruita tra il 1952 edil 1953, ricalchi alcun tracciato antico.
L'anfiteatro
L'mwa40anfiteatro romano di Tusculum è situato fuori dalle mura, appoggiato in parte alle pendici sud-est della collina e per il resto sorretto a nord-ovest da sostruzioni in muratura.cite-ref-nota11-46-0[46] Lo scavo non è del tutto completato, gli accessi principali furono scavati nel 1820cite-ref-nota11-46-1[46] ed il restante fu scavato nel 1867. L'impianto misura 80 metri per 53,cite-ref-nota11-46-2[46] la cavea 47 metri per 29:cite-ref-nota10-47-0[47] la portata dell'anfiteatro era di circa mwa543 000 spettatori.cite-ref-nota10-47-1[47] La parte inferiore dell'edificio è costruita in mwa6mopera quadrata a blocchetti di peperino, la parte superiore in opera mista di reticolato a mattoni.cite-ref-nota11-46-3[46] I bolli consentono la datazione della struttura al mwa6gII secolo.cite-ref-nota11-46-4[46]
Il santuario extra-urbano
Questa imponente struttura, di cui sono rimaste visibili solo le imponenti sostruzionicite-ref-nota9-45-2[45] e parte del piano superiore (scavato dal Caninacite-ref-nota11-46-5[46] nel 1859) è stata identificata fin dal Cinquecento con la villa di Marco Tullio Cicerone,cite-ref-nota11-46-6[46] e solo in seguito con la villa di Tiberio grazie al ritrovamento di una statua acefala dell'imperatore ora conservata presso il mwa8acastello ducale di Agliè ad mwa8eAgliè, in mwa8iprovincia di Torino.cite-ref-nota11-46-7[46]
Più recentemente è stata proposta l'identificazione con un santuario extra-urbano dedicato a Giovecite-ref-nota11-46-8[46] sul modello diffuso nel Lazio in età tardo-repubblicanacite-ref-nota11-46-9[46] (si pensi al tempio della Fortuna di Palestrina, al tempio di Diana Aricina a Nemi o al tempio di Giunone Sospita a Lanuvio). Di questo santuario parlano Tito Livio (XXVII 4) e Macrobio (Saturn. I 12).cite-ref-nota11-46-10[46] Quel che è certo è che l'edificio sia riconducibile a due fasi costruttive, tra il I ed il II secolo.cite-ref-nota11-46-11[46]
Religione
Note
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Voci correlate
• mwbc0Abbazia di San Nilo
• mwbc8Castelli Romani
• mwbdeconti di Tuscolo
• mwbdmBattaglia di Prata Porci
• mwbduFederico Barbarossa
• mwbdcNilo da Rossano
• mwbdkMuseo Tuscolano
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• mwbd4Tuscolo - Parco archeologico culturale, su tuscolo.org.
• mwbeaSito della Missione Archeologica Spagnola a Tuscolo, su csic.it.
• mwbeiParco dei Castelli Romani, su parcocastelliromani.it.
• mwbeqSito della Comunità Montana Castelli Romani e Prenestini, su cmcastelli.it.